comune di Casarsa della Delizia

Terra d'origine di Pier Paolo Pasolini, che qui fu poeta e animatore dell’autonomismo friulano, Casarsa è oggi un importante centro agricolo vitivinicolo.

Inserita tra le città del vino, è sede di una prestigiosa quanto rinomata Cantina sociale che, scegliendo con cura le uve migliori, da quasi un secolo produce e commercializza vino in Italia e in Europa.

Attraversata dalla linea delle risorgive e terra di castellieri, conserva tracce della sua storia ultramillenaria, dai resti di un castelliere, ai reperti romani fino alle testimonianze dei governi franco-longobardi.

A fine aprile ospita la storica e attesa Festa del Vino, punto di riferimento per appassionati enologi, turisti e visitatori provenienti dal triveneto e anche dalle vicine Austria e Slovenia.

Storia di Casarsa della Delizia

I primi insediamenti umani risalgono alla preistoria e in particolare all’età del bronzo e del ferro. Lo testimoniano i resti di un castelliere nella zona di san Giovanni e il ritrovamento di numerosi utensili e reperti di epoca neolitica.

In età romana, il territorio è stato strategicamente centrale per l’Impero. Nei pressi del territorio casarsese transita, dal 148 a.C., la via consolare Postumia, strada che congiunge Genova ad Aquileia. La presenza di un insediamento abitativo stanziale è accertata anche in seguito alla caduta dell'Impero, quando si verificano incendi e saccheggi, che le danno il nome di Casarsa, “casa bruciata”.

Nominata per la prima volta in una bolla datata 1183, Casarsa era alle dipendenze dell’Abbazia di Sesto al Reghena, mentre San Giovanni dipendeva direttamente dal Vescovo di Concordia. Parte della Patria del Friuli, dapprima, ha seguito poi le sorti della Repubblica di Venezia ed è infine stata annessa all'Italia nel 1866. Nel 1847 il comune di Casarsa ha incorporato parte del soppresso comune di San Giovanni nonché la località Sile, assumendo così l'attuale estensione territoriale.

Importante nodo stradale e ferroviario è stato, negli anni della Guerra fredda il principale presidio militare italiano per poi vedere nel tempo consistentemente ridimensionata la presenza dell’esercito sul territorio.

centro storico
La vecchia chiesa Parrocchiale di Santa Croce, piccolo gioiello che risale al XV secolo, è il monumento artistico più pregevole del comune di Casarsa della Delizia. La volta, purtroppo andata completamente distrutta sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, era completamente affrescata da Pomponio Amalteo.

La vecchia chiesa Parrocchiale di Santa Croce, piccolo gioiello che risale al XV secolo, è il monumento artistico più pregevole del comune di Casarsa della Delizia. La volta, purtroppo andata completamente distrutta sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, era completamente affrescata da Pomponio Amalteo.

Ancora di incerta attribuzione le pitture alle pareti. Molto bella la Deposizione di Cristo del 1562, sempre dell’Amalteo, mentre un frammento d’affresco in cui si intravedono le teste della Madonna e del Bambino, porta la firma di Piero da San Vito (inizio XVI secolo).

Recenti scavi archeologici hanno permesso di definire il perimetro originario della chiesa, prima della parziale demolizione operata nel periodo 1877/78 per ricavarne materiale edilizio per la costruzione dell’attuale chiesa.

Su una delle pareti, è affissa una lapide votiva proveniente dalla Chiesa della Beata Vergine delle Grazie. L'iscrizione ricorda come Casarsa venisse risparmiata dalle devastanti scorrerie dei Turchi del 1499 e furono proprio queste parole a ispirare a Pasolini l'atto unico I Turcs tal Friul, nel 1944. Oltre trent'anni dopo, nel 1975, alla presenza di una folla accorsa a rendere omaggio al poeta, nella stessa chiesa si sarebbero officiati i suoi funerali.

Accanto alla chiesa di Santa Croce spicca l’"ex Canonica", un caratteristico edificio in pietra progettato dell’architetto  Domenico Rupolo agli inizi dei ’900. La costruzione, assolutamente originale nel contesto urbano, è una rivisitazione gotico-veneziana con le caratteristiche finestre in cotto.

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La casa materna del poeta, dove trascorse lunghi periodi dell'infanzia e della giovinezza, è oggi sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini.

La casa materna del poeta, dove trascorse lunghi periodi dell'infanzia e della giovinezza, è oggi sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini. Qui sono conservati i manoscritti delle opere del periodo friulano, le prime edizioni delle opere a stampa e le pubblicazioni successive, il repertorio cinematografico completo e altre opere di critica. I

ll Centro Studi, dichiarato nel 2010 “bene di interesse culturale”, promuove un’intensa attività annuale, articolata tra mostre, convegni, iniziative editoriali, servizi audiovisivi, ed è impegnato nella valorizzazione della figura e dell’opera di Pasolini, anche al di là della stagione casarsese.

Orari di apertura: da martedì a venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00

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