comune di Cordenons

Facile immaginare principi, dame e cavalieri che, stanchi del lungo viaggio, in epoca longobarda si fermavano a soggiornare  nella Curtis Regia Naonis, letteralmente Cortina sul Noncello, termine che indicava non solo un semplice insediamento, ma un territorio esclusivo, riservato all'autorità regia ed imperiale.

La ragione è tutta da ricercare nella posizione strategica di questi luoghi, passaggio naturale per i flussi e i traffici commerciali dell’Impero. A partire dall’anno Mille, la Curtis Naonis passa sotto vari governi, prima quello dei Treffen di Baviera, poi dei Traungau di Stiria, dei Babenberg d'Austria e infine degli Asburgo.
Ancora oggi, come allora, resta immutato il paesaggio che faceva da sfondo alle dimore dei notabili: “le steppe friulane” dei Magredi, grandi distese di ciottoli e vegetazione spontanea nei letti del Meduna e Cellina. Per il suo grande valore naturale, quest’area fa parte dei siti di interesse comunitario

 

Storia di Cordenons

Se le origini di Cordenons vanno rintracciate in una prima comunità gallo-celtica stanziata lungo il fiume Noncello, fin dai primi secoli dell’era cristiana il borgo è stato colonizzato dalla lingua e della cultura romana.   Nel VI secolo diviene Curtis Regia Naonis, in epoca longobarda, dal quale discende il toponimo principale Curtis Naonis. Le successive invasioni degli Ungari segnano la fine del feudo che attorno all’anno Mille aveva raggiunto per estensione le Prealpi Carniche.

Nel 1029 la Curtis divenne Contea di Ozzi/Otokar di Baviera e poi passò ad altre casate austriache, ultima quella degli Asburgo che ne tennero il possesso fino alla conquista veneziana agli inizi del Cinquecento. Furono quelli i secoli in cui gli abitanti del Portus (poi Pordenone) finirono per avere la supremazia su quelli della vecchia Curtis, per cui il paese di Cordenons rimase emarginato fra il Noncello e la brughiera dei Magredi, così da conservare ed alimentare il noto carattere di austero attaccamento alla terra, geloso delle proprie tradizioni, della propria parlata.

Gli eventi napoleonici, ai quali si deve l’erezione di Cordenons a Comune indipendente a partire dal 1814, segnando la fine della Serenissima ne decretarono il passaggio all’impero Austro-Ungarico, sudditanza che si concluse nel luglio/ottobre del 1866 con la Terza Guerra d’Indipendenza, cui seguì l’annessione al Regno d’Italia.

centro storico
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore (1778-1836) è un edificio settecentesco eretto nel 1778 e terminato nella prima metà dell’Ottocento.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore (1778-1836) è un edificio settecentesco eretto nel 1778 e terminato nella prima metà dell’Ottocento. 
Di gusto sobrio ed elegante neoclassico, ospita all’interno una pala raffigurante la Trinità con San Valentino, San Floriano, Santo Vescovo e devoti ad opera di G. Narvesa è risalente al XVII secolo. Al XVIII secolo un gruppo marmoreo di G. Bernardi - Torretti; al XIX secolo l'affresco del soffitto di D. Fabris e una pala di M. Grigoletti. Infine, al nostro secolo, appartengono le statue degli apostoli del cordenonese L. De Paoli e le vetrate di P.Casarini.
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Manifestazioni principali
Festa delle zucche
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Cordenons

33084 Cordenons

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