comune di Prata di Pordenone

Culla di nobili uomini e di grandi militari, ma anche di alti prelati e un “mancato” Papa quale l’ecclesiastico Pileo, fondatore del primo collegio universitario patavino. È lambita dai fiumi Meduna, Livenza, Sile e Fiume, le cui acque hanno contribuito a creare un paesaggio ricco di zone umide.

È uno dei tre comuni che insieme a Pasiano e Brugnera, è inserita nella zona del Mobile, uno dei più evoluti distretti dell’arredamento italiano.

Storia di Prata di Pordenone

Il toponimo Prata di Pordenone deriva dal latino pratum (pl. prata) e indica la vastità del territorio probabilmente ricoperto in antichità da prati. La storia di Prata si identifica con la famiglia dei conti omonimi che l’ebbero in feudo.

Le prime notizie certe relative a questa famiglia risalgono al 1112 , anno in cui nelle fonti documentarie viene citato Gabriele I da Prata.

Le vicende del luogo si intrecciano con quelle dell'omonima famiglia che possedeva il castello, sulle rive del Meduna, incendiato più volte fino alla sua completa distruzione per mano dei Veneziani, nel 1419.

centro storico
Villa Morosini Memmo è la più importante e la più antica costruzione sul modello della villa veneta presente nel comune di Prata. Oggi sede del Municipio. È stata ricostruita nel XVI secolo dai Morosini, famiglia di ricchi proprietari terrieri veneziani, dei quali conserva il nome.

Villa Morosini Memmo è la più importante e la più antica costruzione sul modello della villa veneta presente nel comune di Prata. Oggi sede del Municipio. È stata ricostruita nel XVI secolo dai Morosini, famiglia di ricchi proprietari terrieri veneziani, dei quali conserva il nome.

Passata di mano più volte, è stata ampiamente rimaneggiata e, purtroppo, impoverita, perdendo fra le altre cose il parco in cui era inserita.
La facciata è caratterizzata dalla tripla finestra ad arco e dal sovrastante timpano.
All'interno, c'è un ampio salone e al piano superiore un analogo salone sovrastato da una elegante loggia con resti di affreschi.

 

Fonte: Comune di Pordenone

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In origine una chiesa dedicata a S. Lucia sorgeva vicino a quella di S. Giovanni e divenne parrocchiale attorno al 1300.

In origine una chiesa dedicata a S. Lucia sorgeva vicino a quella di S. Giovanni e divenne parrocchiale attorno al 1300.

Nel 1419 dopo la distruzione del castello dei Conti di Prata e di tutta l’area fortificata da parte della Repubblica di Venezia, la chiesa, allora molto piccola, venne ricostruita nell’attuale sito, attorno al quale lentamente sorsero abitazioni e attività artigianali. La popolazione col tempo aumentò e si rese necessario ampliarla.

Nel 1772 utilizzando anche il materiale proveniente dalle antiche chiese in rovina, la chiesa di Santa Lucia fu ampliata e assunse le forme attuali, anche se poi fu oggetto di ulteriori rifacimenti modifiche e restauri.
Recentemente restaurata e ora sistemata sulla parete destra dell’ingresso laterale, è possibile ammirare l’Assunta tra gli angeli di Lorenzo Gavagnin (1809-1887).

 

Fonte: Comune di Prata di Pordenone

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