comune di Travesio

Adagiato ai piedi del monte Ciaurlec e lambito dalle acque del torrente Cosa, Travesio, dal latino intra vias (fra le strade), è un borgo antico e funge da porta di ingresso del complesso maestoso di montagne che campeggia alle sue spalle.

Nella frazione di Toppo, uno dei più interessanti siti della provincia, con le sue case costruite in pietra, i portoni in legno e gli androni splendidamente fioriti, dominano i resti del castello medievale, recentemente restaurato e visitabile.

Tra i luoghi più suggestivi anche il Puntic, un piccolo ponte che attraversa il Cosa, tra i più antichi della zona. La pieve di san Pietro ospita affreschi cinquecenteschi di Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone. Interessanti e ricche, sia dal punto di vista botanico che faunistico, sono le numerose zone boschive circostanti, da scoprire attraverso l’ampia rete di sentieri e di itinerari.

Durante il periodo di Pasqua, si svolge a Travesio la tradizionale e caratteristica Sagra delle rane.

Storia di Travesio

Il primo documento che ricorda Travesio risale al 1174. Il nome deriva con ogni probabilità dal latino "intra vias" il cui significato è “tra le strade”, e fa esplicito riferimento alla strada romana che provenendo da Sacile attraversava all’epoca il fiume Tagliamento all'altezza di Ragogna, per congiungersi all’abitato di Gemona.

Nel Medioevo il territorio rientra nei possedimenti del capitolo di Aquileia e diviene un importante centro di scambi tra la Val Cosa e la Val Tramontina, sviluppando proprio in quest’epoca la sua caratteristica vocazione agricola con la produzione e il commercio di granaglie.

Assegnata ai signori di Castelnovo, feudatari del patriarca aquileiese, nel 1420, con tutto il Friuli, passa sotto il dominio della Repubblica Veneta. Le vicende successive al declino della Serenissima, nella seconda metà del Settecento sono comuni a quelle del territorio circostante. Dopo la parentesi napoleonica e la dominazione austriaca, anche Travesio diventa italiana con l’esito della Terza Guerra di Indipendenza.

centro storico
La bella pieve di san Pietro ha origini antiche ed è uno dei primi luoghi di culto che sono stati costruiti nella Pedemontana dopo la diffusione del Cristianesimo.

La sua esistenza è riportata da una bolla di Papa Alessandro III firmata ad Anagni nell'anno 1174, ma nel corso dei secoli è stata oggetti di diversi cambiamenti, fino alla quasi completa riedificazione in stile neoclassico avvenuta nell’Ottocento.

La chiesa conserva al suo interno un interessante ciclo di affreschi di Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone. Attribuita a Pomponio Amalteo e datata 1537 è invece la pala raffigurano la Madonna del Rosario coi santi Sebastiano, Rocco e Antonio Abate. Giovanni Antonio Pilacorte è autore del bel fonte battesimale.

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Manifestazioni principali
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Travesio

33090 Travesio

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