comune di Vito d'Asio

Vito d'Asio, alle pendici del Monte Asio, si estende su un breve altipiano soleggiato, dal quale si domina l'intera pianura friulana. Nella lunga valle scavata dall’Arzino, la vera protagonista è l’acqua, dalle ripide cascate formate dal torrente stretto tra anfratti e parti rocciose, fino alle sorgenti solforose del rio Barquet, nella frazione di Anduins, le cui qualità terapeutiche sono note sin dall’antichità.

Suggestiva è poi la Grotta delle Agane, creature acquatiche bellissime e crudeli che, secondo la tradizione popolare, vivendo in prossimità dei ruscelli e dei corsi d’acqua, incantavano i viandanti, trascinandoli inesorabilmente nelle acque profonde.

È questa la terra in cui nasce Girolamo “Jacopo” Ortis, il giovane studente di medicina a cui si ispirò il poeta e letterato Ugo Foscolo.

Storia di Vito D'Asio

Risale al 1260 il primo documento scritto nel quale si fa esplicito riferimento alla “villa que dicitur Vitus”, ma le origini di Vito d’Asio risalgono con ogni probabilità a diversi secoli prima. Tra il 900 e il 950 infatti il Monte Asio, allora impervio e quasi inaccessibile per la fitta boscaglia, fungeva da rifugio agli abitanti della pianura che durante le invasioni ungariche volevano fuggire da violenze e atrocità. Si iniziano così a formare i primi centri abitati e attorno al 1186 venne edificata la Pieve di Asio.

Il corso della storia segue le vicende comuni al resto della valle. Il territorio passò sotto vari domini compreso quello dei conti di Savorgnan. Caduta la Repubblica Veneta nel 1797, dopo la breve parentesi napoleonica, fu soggetto all’Austria sino al 1866, quando fu unito al Regno d’Italia.

Il terremoto del 1976 recò danno gravissimi al centro abitato di Vito d’Asio, insignito per questo della Medaglia d’oro al Merito Civile.

centro storico
La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, d’impianto settecentesco, è stata restaurata e riaperta al culto pochi anni fa, nel 1989. Nel coro, si possono osservare affreschi della seconda metà del sec. XVIII ad opera di Biagio Cestari e sculture di Luigi Ferrari.

Sono interessanti anche la pala con la Madonna del Rosario, eseguita nel 1835 da Odorico Politi, la pala della Madonna della Cintura di Giuseppe Buzzi (1683-1769), due dipinti della monfalconese Marianna Pascoli (1790-1846) con S.S. Mattia e Antonio da Padova e Luigi Gonzaga e Vincenzo Ferreri.

Fonte: sito della Diocesi di Concordia Pordenone

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Vito d'Asio

33090 Vito d'Asio

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