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Andreis

Casa Andreana


La principale attrattiva di Andreis è rappresentata dall’architettura spontanea delle sue case, vero “unicum” ambientale, fatta di edifici in pietra dalle ridotte superfici e che si sviluppano per lo più in altezza con tetti spioventi.

Durante l'inverno veniva recuperato il materiale necessario alla costruzione: legno, pietra, calce etc. I sassi, raccolti nei corsi d'acqua che circondano l'abitato di Andreis (Ledron, Alba, Molassa), venivano scelti in base alla compattezza ed alla forma, e se erano troppo grandi venivano, con arte, ridotti in pezzi più piccoli dagli scalpellini. Con la pietra si realizzavano le murature, le pavimentazioni delle case, i focolari. Fino ai primi anni del 1900, i tetti erano tutti in paglia, costruiti con una tecnica particolare che li rendeva impermeabili e che li faceva durare anche più di vent'anni prima di sostituire la paglia stessa.

Tali edifici sono stati ben ristrutturati nel capoluogo e nelle frazioni (a Bosplans, ad esempio) dopo il terremoto del 1976.

La struttura tipica è costituita da due vani al piano terra, preceduti da un porticato, l’uno adibito a cucina (con il caratteristico “fogolar furlan” al centro), l’altro a cantina e dispensa. Alle due camere del piano superiore, che si affacciano su un ballatoio con ringhiera di legno, si accede mediante una rudimentale scala che parte dal porticato detta dalts, utilizzata un tempo per l'essiccamento delle granaglie e per asciugare la biancheria.

La casa andreana attualmente si presenta strutturata in questo modo:

-   portico al piano terra ( al puarte ): comprende i gradini in muratura e senza parapetto, per salire al primo piano ed il sottoscala munito di porticina, utilizzato come ripostiglio.Sopra il pianerottolo è collocato un cancelletto di legno per impedire l'accesso agli animali, in modo particolare alle galline;

-   primo piano ( al dalt ): le assicelle trasversali del poggiolo vengono raddoppiate in corrispondenza delle scale di legno a scopo protettivo. Qui ci può essere una camera da letto o anche due;

-   al secondo piano ( al dalt in somp ): analogo al primo piano e con una camera o due;

-   la legnaia ( al dalt a dalt ).

Anticamente non c'erano le scale in ogni singola abitazione ed una sola rampa serviva a più famiglie. Il materiale da costruzione era ricavato dal terreno circostante ( come nel caso di Frisanco ), in blocchi di pietra giallo scuro, che veniva lavorata in paese e per completare le costruzioni - inoltre - ci si serviva anche dei sassi del torrente Alba.

Per quanto riguarda la struttura interna, la cucina presenta la stessa disposizione che si può riscontrare nel resto della Val Cellina: fino ai primi del '900, il focolare era costituito soltanto da una catena appesa ad una trave al centro della stanza ed il cibo veniva cotto a livello del pavimento senza l'utilizzo di alcun rialzo; il fumo usciva dalla porta o dai fori delle fumare e la porta della cucina generalmente rimaneva aperta.

Le case erano spesso annerite dal fumo perché, essendo i tetti di paglia, non vi erano camini e perciò erano anche chiamate cjases da fum. Tutt'attorno al focolare veniva sistemata una panca che spesso serviva oltre che per sedersi anche come luogo dove si consumavano i pasti: nelle case di una volta, infatti, non era presente la tavola. Tra gli oggetti della cucina vi erano vari tipi di secchi in rame che servivano per il trasporto e per la conservazione dell'acqua, non essendoci l'acqua corrente nelle case di un tempo; l'arconcello che veniva appoggiato sulle spalle e sul quale si appendevano i secchi (çompedon); il paiolo per fare la polenta; il tagliere per la polenta; cesti per asciugare le verdure; diversi vasi in ceramica e/o terracotta per vari usi; arnesi per tagliare e per tritare; il pestasale; alcuni attrezzi per macinare e tostare il caffè; mestoli; varie pentole. Nell'angolo della cucina c'era il cjantonàl che fungeva da armadio per provviste.


informazioni

Comune di Andreis

Via G. D’Annunzio, 42
33080 Andreis

0427/76007
come arrivare
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