Eventi | Mostre | Virgilio guidi | Pordenone with love
DAL 8 NOVEMBRE AL 19 APRILE 2015

Virgilio Guidi

L’Amministrazione Comunale di Pordenone rende omaggio alla figura di Virgilio Guidi (Roma 1891-Venezia 1984), nella ricorrenza del trentesimo anno dalla scomparsa. Arrivato nel 1927 a Venezia insegnò Pittura all’Accademia di Belle d’Arte fino al 1935, formando quasi un’intera generazione di artisti friulani, tra i quali Armando Pizzinato, cui è stata dedicata una mostra nel 2013, e Luigi Vettori (S. Lucia di Piave, 1913-Monastir, 1941), che viene presentato parallelamente nelle sale espositive della villa storica, attingendo dal ricco fondo di opere conservato nelle collezioni museali grazie ad acquisti e a una generosa donazione della famiglia Vettori. L’omaggio intende quindi legare il maestro a Venezia, la città che ha visto i suoi allievi, Pizzinato e Vettori, muovere i primi passi artistici proponendo al pubblico un excursus che va oltre i rapporti accademici, sviluppandosi nell’approfondimento di una poetica pittorica incentrata su luce, forma e colore.

La mostra Virgilio Guidi: il destino della figura, curata da Toni Toniato e Casimiro di Crescenzo è allestita nello spazio dell’ala nuova della Galleria accogliendo una significativa selezione di quadri di Guidi, che mettono in evidenza un aspetto tematico come quello della figura, che è stato centrale nell’evoluzione storica dell’opera dell’artista. In maniera riassuntiva, si intende così delineare il lungo percorso che si è svolto attorno a tale motivo tematico e ugualmente approfondire le diverse stagioni stilistiche di questa singolare e feconda ricerca artistica: dalle prime esperienze dei suoi esordi romani, caratterizzati da una moderna concezione della nostra tradizione classica sino alle risoluzioni più estreme e innovative dei suoi ultimi anni veneziani, marcati da un espressionismo visionario dove anche la consistenza della materia pittorica si dissolve ormai in una pura e fantasmatica parvenza d’immagine.

La mostra intende inoltre dimostrare, attraverso la scelta monotematica, l’importanza che la figura – proprio in quanto figura umana – ha avuto nelle sue tante declinazioni formali identificandosi con la stessa inconfondibile idea della luce-forma-colore. Fondamentale è stata nella storia della sua opera l’idea di una luce – di figure appunto di luce – che ha contrassegnato i suoi diversi modi espressivi e le sue tante formulazioni. Per l’artista il linguaggio della pittura è stato sempre pensato e tradotto come “linguaggio della luce”, di un assoluto di per sé inesplicabile e invisibile che trascende le circostanze fenomeniche della realtà e delle esperienze esistenziali. Questa istanza ha necessariamente portato l’artista ad attraversare il suo tempo confrontandosi con le tendenze delle avanguardie, senza mai rinunciare ai valori di un nuovo umanesimo su cui credeva, riuscendo a rinnovare di continuo accenti e forme del suo pensiero della luce. Un pensiero che trovava nello stesso mezzo della pittura lo sfondo di un orizzonte, per l’uomo, delle cose prime e ultime e nelle quali la figura umana appare farsi soggetto di un medesimo destino. Opere di grande formato presenteranno i differenti cicli che hanno illustrato questo tema dedicato al rapporto della figura con lo spazio che la circonda: “Figure nello spazio”, “Presenze”, “Grandi Teste”, “incontri”, “Figure agitate”, “Figure inquiete”. Si seguiranno le diverse soluzioni e l’affermarsi di una visione cosmica, un anelito ad uno spazio ultraterreno fino alle ultime opere, caratterizzate da una monocromia bianca, dove segno, luce e colore si fondono insieme e la figura umana si fonda e si annulla nello spazio di pura luce che la circonda

Apertura Galleria: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30, la domenica  dalle 10 alle 13 e alle 15.30 alle 19.30, tutti i sabati alle 17 ci saranno i percorsi assistiti gratuiti.

Ingresso alla Galleria: 3 euro, ridotto 1 euro

my