MUSEI

Da non perdere

Il Museo di Torre - Foto: Assunta Romor

A soli tre chilometri dal centro di Pordenone, si trova il museo, aperto al pubblico dopo il restauro del Castello di Torre. Custodisce nelle sue sale i numerosi reperti raccolti dall’ultimo esponente della famiglia residente nel maniero, il conte Giuseppe di Ragogna, durante la sua attività di archeologo. I reperti presentati provengono da tutto il Friuli occidentale e ricostruiscono una vasta panoramica storica, dalla preistoria al Rinascimento.

Foto Francesco Zanet

Alla fine dell'Ottocento l'Ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile Aristide Zenari, durante un sopralluogo per realizzare la strada per collegare i paesi della valle del Cellina alla pianura, ebbe l'intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del Torrente Cellina per produrre energia idroelettrica.

Il museo Coricama

Inaugurato nel 1998 e collocato all’interno dei locali della Filanda, a partire dai primi mesi del 2007 è stato riaperto in quella che risulta essere quasi una sede naturale: il CORICAMA. L’edificio, recentemente restaurato, dall’inizio del ‘900 fu sede del primo grande impianto manifatturiero per la fabbricazione di coltelli a Maniago, laddove la produzione avveniva prevalentemente in officine di piccole dimensioni. Approfondisci.

Una sezione del museo

La sezione di Cavasso Nuovo del Museo Diogene Penzi ripercorre con pannelli e fotografie, in ordine cronologico, le tappe salienti dell'emigrazione dal Friuli Occidentale, fino a giungere ai giorni nostri con il fenomeno inverso dell'immigrazione. Il percorso si sofferma sui caratteri dell'emigrazione nei vari momenti storici e su alcune specificità territoriali.

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