Da non perdere
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A soli tre chilometri dal centro di Pordenone, si trova il museo, aperto al pubblico dopo il restauro del Castello di Torre. Custodisce nelle sue sale i numerosi reperti raccolti dall’ultimo esponente della famiglia residente nel maniero, il conte Giuseppe di Ragogna, durante la sua attività di archeologo. I reperti presentati provengono da tutto il Friuli occidentale e ricostruiscono una vasta panoramica storica, dalla preistoria al Rinascimento. |
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Alla fine dell'Ottocento l'Ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile Aristide Zenari, durante un sopralluogo per realizzare la strada per collegare i paesi della valle del Cellina alla pianura, ebbe l'intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del Torrente Cellina per produrre energia idroelettrica. |
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Inaugurato nel 1998 e collocato all’interno dei locali della Filanda, a partire dai primi mesi del 2007 è stato riaperto in quella che risulta essere quasi una sede naturale: il CORICAMA. L’edificio, recentemente restaurato, dall’inizio del ‘900 fu sede del primo grande impianto manifatturiero per la fabbricazione di coltelli a Maniago, laddove la produzione avveniva prevalentemente in officine di piccole dimensioni. Approfondisci. |
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La sezione di Cavasso Nuovo del Museo Diogene Penzi ripercorre con pannelli e fotografie, in ordine cronologico, le tappe salienti dell'emigrazione dal Friuli Occidentale, fino a giungere ai giorni nostri con il fenomeno inverso dell'immigrazione. Il percorso si sofferma sui caratteri dell'emigrazione nei vari momenti storici e su alcune specificità territoriali. |

