Giornate FAI di Primavera 2026
Il FAI apre al pubblico i tesori nascosti di Polcenigo, uno dei borghi più belli d’Italia.
In occasione delle Giornate FAI di Primavera (21 e 22 marzo 2026), tanti luoghi speciali saranno visitabili in tutta Italia grazie ai volontari, per far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale.
A Pordenone, l’attenzione sarà su Polcenigo, con un percorso tra palazzi storici, giardini, mulini e scorci sul Gorgazzo, simbolo del borgo. Un viaggio tra storia, natura e tradizioni legate all’acqua.
Una consolidata squadra composta da 80 volontari della Delegazione FAI di Pordenone è già prontissima ad accogliere con entusiasmo tutti i visitatori insieme agli Apprendisti Ciceroni delle scuole del territorio. Per questa edizione sono stati coinvolti il Liceo Leopardi-Majorana (Pordenone), l’ISIS G. A. Pujati (Sacile), l’ISIS di Sacile e Brugnera G. Marchesini, i Licei Le Filandiere (San Vito al Tagliamento), l’ISIS E. Torricelli (Maniago) e l’IIS F. Flora (Pordenone). Un numero che cresce di anno in anno, coinvolgendo tutte le fasce d’età per un obiettivo comune: salvaguardare l’Italia più bella.
IL PROGRAMMA
Quattro le aperture previste nel borgo di Polcenigo, a cui si aggiunge un’apertura nel centro di Pordenone.
● Mulino Faletti-Sanchini, a Polcenigo in via Sega, 1 – Simbolo della tradizione produttiva polcenighese, il Mulino Faletti–Sanchini racconta una storia che affonda le radici nel Medioevo, quando l’economia locale ruotava attorno alla forza dell’acqua. Come attestato dalla documentazione storica, sul territorio operarono nei secoli numerosi opifici idraulici, come mulini, folli da panni e segherie, alimentati dal Gorgazzetto, canale artificiale derivato dal torrente Gorgazzo.
Il complesso del Mulino Faletti–Sanchini, documentato già dal XV secolo come sede di un follo da panni e successivamente ampliato con segheria e mulino ad acqua, rappresenta una rara testimonianza di archeologia proto-industriale. Restaurato nel 2016 e oggi alimentato ancora dal canale, conserva l’intera strumentazione molitoria e parte dei macchinari della segheria “alla veneziana”, con le sue caratteristiche lame verticali.
Una visita che permetterà di comprendere concretamente come l’acqua abbia modellato la storia economica e sociale del borgo.
● Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro, a Polcenigo in via Coltura, 21 – Edificato nel tardo Cinquecento per volontà dei Conti di Polcenigo e Fanna e venduto nel 1607 ai Manin di Udine, tra le famiglie più influenti della Serenissima, il palazzo custodisce secoli di vicende nobiliari e politiche.
Dalla trifora centinata in facciata, al brolo un tempo esteso fin quasi al fiume Livenza, passando per la torretta medievale e gli interni ricchi di arredi storici, l’edificio racconta il passaggio di proprietà tra importanti famiglie friulane e le trasformazioni subite nei secoli, fino agli eventi delle due guerre mondiali.
Un’occasione unica per entrare in una dimora privata ancora abitata, custode di memorie familiari e testimonianze artistiche di grande valore.
● Palazzo Scolari-Salice, a Polcenigo in via Gorgazzo, 2 – Tra i più antichi edifici di Polcenigo, restaurato nel 1515 come inciso sull’architrave del portale. Il palazzo si distingue per il suo elegante portico con colonne quadrilobate del XIII secolo.
Nel XIX secolo divenne residenza dell’ingegner Pietro Quaglia, figura centrale per la storia locale, progettista di giardini e opere idrauliche. A lui si deve l’originale giardino all’italiana terrazzato che si arrampica sulla collina retrostante, raro esempio di impianto in pendenza, recentemente restaurato nel rispetto dell’originaria struttura. Gli interni custodiscono opere d’arte e arredi di pregio, mentre dal parco si gode una suggestiva vista panoramica sul borgo.
● Palazzetto Diana-Santarossa, a Polcenigo in via San Rocco, 9 – Affacciato sul suggestivo Borgo San Rocco, il palazzetto Diana–Santarossa presenta una facciata di gusto seicentesco con elementi barocchi, tra cui un elegante portale e una balconata affacciata sul Gorgazzo.
Originariamente dimora della famiglia Diana, attiva a Polcenigo fin dal XVII secolo, l’edificio conobbe nel tempo diverse trasformazioni, diventando anche locanda e albergo tra Otto e Novecento.
Oggi restituisce al visitatore il fascino di una casa borghese che racconta l’evoluzione sociale ed economica del borgo.
Apertura riservata solo agli iscritti FAI, con possibilità di iscriversi o rinnovare la tessera in loco.
● Antico Ospitale dei Battuti, a Pordenone in Piazza del Cristo, 2 - Nel weekend delle Giornate FAI di Primavera verranno riaperte anche le porte dell’Antico Ospitale dei Battuti di Pordenone, bene
donato al FAI dalla signora Marilena Busato, vedova De Luca.
Fondato probabilmente agli inizi del XIV secolo e legato alla Confraternita dei Battuti, l’edificio rappresenta una testimonianza preziosa della vita urbana e caritativa medievale.
All’interno si potranno ammirare importanti cicli pittorici del Cinquecento con episodi della vita della Vergine e figure di Evangelisti e Padri della Chiesa, attribuiti alla cerchia del Pordenone.
Un luogo di grande suggestione che racconta la storia religiosa e civile della città.
INFORMAZIONI UTILI
Tutti i beni saranno aperti a orario continuato dalle 9:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30).
Per partecipare all’evento e sostenere l’attività del FAI è suggerita una donazione a partire da 4 euro in ogni bene oppure un’unica donazione di 10 euro per accedere a tutti i beni aperti dalla Delegazione FAI di Pordenone.
Chi rinnova la tessera o effettua una prima iscrizione al FAI in loco del libero accesso ai beni aperti dalla Delegazione FAI di Pordenone.
Per l’accesso ai beni non è richiesta la prenotazione, l’ingresso sarà regolato dall’ordine di arrivo, fino a esaurimento posti disponibili.
Chi è iscritto al FAI potrà beneficiare delle corsie preferenziali e dell’accesso al Palazzetto Diana-Santarossa, riservato solo ai tesserati.
Il programma dell’evento potrebbe subire variazioni.
Per ogni aggiornamento consultare il sito ufficiale e i profili social FAI Friuli Venezia Giulia.
EVENTO SPECIALE
“Tesori del Convento di San Giacomo”
Convento di San Giacomo, a Polcenigo in via S. Giacomo, 16
Un invito a scoprire i tesori custoditi nel sito conventuale che domina il borgo di Polcenigo. Accompagnati dal Maestro Dante Tizianel potrete godere della splendida voce del settecentesco organo del Pescetti ed entrare nell’antica Sacrestia con soffitto a cassettoni e paramenti liturgici del XVII-XVIII secolo. Il percorso si snoda poi tra la Sala Capitolare, con le sue venticinque metope lignee dai soggetti enigmatici, e il Refettorio affrescato a motivi geometrici, per concludersi nella Sala dell’Archivio, con la raccolta di libri antichi, tra i quali la cinquecentina “Sancti Gregorii Magni operum” e i due settecenteschi libri corali, il Graduale Romanum e il Psalterium, recentemente restaurati.
L’accesso al Convento sabato 21 e domenica 22 marzo sarà regolato in tre turni: ore 10:00; ore 14:00; ore 16:00.
La capienza è di massimo 50 persone per turno e ogni visita durerà circa un’ora e mezza.
Per partecipare all’evento è suggerita una donazione a partire da 4 euro a sostegno dell’attività del FAI.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Delegazione FAI di Pordenone all’indirizzo email
pordenone@delegazionefai.fondoambiente.it
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Delegazione di Pordenone - FAI Friuli Venezia Giulia
Delegata Comunicazione
Dott.ssa Malika Franzo mobile +39 340 7358442
Capo Delegazione
Dott. Marco Verdelli mobile +39 351 6215497
Email: pordenone@delegazionefai.fondoambiente.it