comune di Arba

Terra di forte emigrazione, ha esportato il "saper fare" friulano in giro per il mondo. Offre insolite vedute e di rara suggestione sulle pietre bianche e lucenti dei Magredi, frequentate dalle battute a cavallo o in sella alle mountain bike.

Ingabbiata tra due torrenti, fortemente legata all'agricoltura, rispecchia l'asprezza del territorio circostante anche nelle sue dimore. La frazione di Colle, che si affaccia sul sottostante corso del Meduna, offre insolite vedute e di rara suggestione sulle pietre bianche e lucenti dei Magredi, frequentate dalle battute a cavallo o in sella alle mountain bike. In passato, fu terra di forte emigrazione, esportando il "saper fare" friulano in diversi luoghi del mondo.

Storia di Arba
Un territorio certamente abitato fin dal secondo millennio avanti Cristo, Andresi ha legato i propri destini a quelli del Castello di Meduno, di cui faceva parte.

Ingabbiata tra due torrenti, fortemente legata all'agricoltura, rispecchia l'asprezza del territorio circostante anche nelle sue dimore. La frazione di Colle, che si affaccia sul sottostante corso del Meduna, offre insolite vedute e di rara suggestione sulle pietre bianche e lucenti dei Magredi, frequentate dalle battute a cavallo o in sella alle mountain bike.

La storia di Arba si identifica con quella del Castello di Meduno di cui faceva parte. Il territorio era certamente abitato fin dal secondo millennio avanti Cristo come ci dimostrano i tumuli funerari rinvenuti nella zona a sud del paese denominata Marcisinas, ma Arba viene nominato per la prima volta nel 1186, in una bolla di Urbano III al vescovo Gionata, come possedimento della mensa vescovile.

Come si legge sulla Guida Touring di Pordenone e provincia, «nel 1517 fu assegnata da Papa Leone X al monastero di Santa Maria Maggiore di Treviso e, dopo la soppressione del monastero, venne acquistata dalla famiglia Querini, per rientrare successivamente, nel 1770, sotto la gestione della diocesi di Concordia.»

Arba è stata, fra ‘800 e ‘900, terra di forte emigrazione, esportando il "saper fare" friulano in diversi luoghi del mondo.

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centro storico

Chiesa del ‘200 ampliata agli inizi dell’Ottocento, quando assunse l’aspetto neoclassico che ancora oggi mantiene.

Eretta tra il 1293 e il 1317, la chiesa di San Michele Arcangelo di Arba venne affidata alle cure dei Monaci di S. Maria Maggiore di Treviso Dal 1517 al 1770.

Nel 1836, venne avviata la ristrutturazione in stile neoclassico che vediamo oggi (la consacrazione sarebbe avvenuta nel 1857).

Seguirono ulteriori lavori di ampliamento nel 1861 e un restauro, nel 1921, in occasione del quale il soffitto della navata venne affrescato dal pittore friulano Pietro Sopracasa.

A navata unica, conserva l’altare maggiore, opera del padovano, udinese di adozione, Giacomo Contiero (1751-57), ornato con le statue dei Ss. Raffaele e Michele.

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