comune di San Martino al Tagliamento

Fu terra frequentata dallo scrittore veneto-friulano Ippolito Nievo, che soggiornò più volte nella dimora appartenente ai Di Prampero. In questa villa viveva ed ebbe modo di conoscere anche la Pisana, donna che fu sua fonte di ispirazione nell’opera “Le confessioni di un Italiano”. Il comune è anche un piccolo scrigno che racchiude numerose opere d’arte sia nella quattrocentesca parrocchiale di San Martino che nella chiesetta di Postoncicco.

Storia di San Martino al Tagliamento

Deve il nome, documentato nell’anno 1204 (in villa Sancti Martini), al santo patrono e alla contiguità con l’argine destro del grande fiume friulano.

Sicuramente già centro abitato in epoca romana (molti i reperti riferibili a questo periodo) e poi probabile insediamento longobardo, la “Villa di S.Martino” fu, dalla fine del ’200 sino all’abolizione delle giurisdizioni feudali, possedimento dei signori di Valvason-Cucagna.

Si può cominciare, invece, a parlare di un Comune di S.Martino con l’arrivo della Serenissima, nel 1420. Comune che, con la definitiva soppressione del regime delle giurisdizioni feudali nel 1805, divenne poi pienamente autonomo (a parte un intervallo di diciotto anni, conclusosi nel 1947, durante il quale il territorio sanmartinese fu associato, come frazione, al Comune di Valvasone).

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San Martino Al Tagliamento

33098 San Martino Al Tagliamento

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