Natura / Acque
Sesto al Reghena

Fontana di Venchieredo

La Fontana di Venchieredo è uno dei più noti luoghi letterari del Friuli, celebrata da Ippolito Nievo e riscoperta da Pier Paolo Pasolini.
La bellezza e la suggestione di questo luogo, ricomposto paesaggisticamente con le specie arboree autoctone e la flora tipica degli ambienti di risorgiva, lo hanno reso il luogo di incontro di molti innamorati di un tempo e di oggi.

Così Nievo descrive la Fontana di Venchieredo

(Leopardo e Doretta) Tra Cordovado e Venchieredo, a un miglio dei due paesi, v’è una grande e limpida fontana che ha anche voce di contenere nella sua acqua molte qualità refrigeranti e salutari. Ma la ninfa della fontana non credette fidarsi unicamente alle virtù dell’acqua per adescare i devoti e si è recinta di un così bell’orizzonte di prati, di boschi e di cielo, e di una ombra così ospitale di ontani e di saliceti chè in verità un recesso degno del pennello di Virgilio questo posto ove le piacque di porre sua stanza. Sentieruoli nascosti e serpeggianti, sussurrio di rigagnoli, chine dolci e mucose, nulla le manca tutto all’intorno. Colà dunque, intorno a quella fontana, le vaghe fanciulle di Cordovado, di Venchieredo e perfino di Teglio, di Fratta, di Morsano, di Cintello e di Bagnarola, e di altri villaggi circonvicini, costumano adunarsi da tempo immemorabile le sere festive… ...(Leopardo)…l’amore da lui preso, più assai che per la fontana, per una bella ragazza che ci veniva sovente (Doretta del cancelliere di Venchieredo), e nella quale egli si incontrò soletto una bella mattina di primavera…

da "Le confessioni di un italiano", cap. IV

…le nostre fantasie rivedevano i tranquilli orizzonti delle praterie fra Cordovado e Fratta, le belle acque correnti in mezzo a campagne smaltate di fiori, i cespugli odorosi di madresilva e di ginepro, i bei contorni della fontana di Venchieredo cogli ombrosi sentieruoli e i freschi marginetti di musco!
da "Le confessioni di un italiano", cap. XVIII

Fontana di Venchieredo
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Sesto al Reghena
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