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I Magredi: la steppa a Pordenone

Un territorio particolare, per un’escursione unica, a contatto con la natura più selvaggia del Nord-Est. La primavera sboccia anche nelle “terre magre”.

Magredi in friulano locale significa “terre magre” ed è proprio il tipo di paesaggio che possiamo ammirare in questi territori: terre aride e asciutte che ricordano le ambientazioni dei film western americani.
Formatisi circa 23 milioni di anni fa, i Magredi rappresentano un fenomeno particolarmente sorprendente se si pensa che il regime delle precipitazioni rende il Friuli Venezia Giulia la regione più piovosa d'Italia. Questa caratteristica distingue i Magredi dalle steppe dell’Europa centro orientale che sono invece legate a un clima poco piovoso.
Ai piedi delle Dolomiti Friulane si trova questo terreno detritico, altamente permeabile, generato dai materiali trasportati a valle dai corsi d’acqua in un periodo di grandi movimenti tettonici, alluvioni e glaciazioni. In queste praterie l’acqua non viene trattenuta in superficie, ma filtra nel sottosuolo per riaffiorare poi nell’area delle risorgive, dando così vita ad un territorio che potremo definire “la steppa pordenonese”. Possiamo ammirare questi paesaggi unici nel loro genere nella zona dell’alta pianura pordenonese dove le acque del Cellina, del Meduna e del Colvera sprofondano nel sottosuolo. Quest’area si estende per circa 500 kmq tra il Livenza e il grande alveo del Tagliamento, da Montereale Valcellina a Maniago fino a Cordenons e Pordenone.
La vegetazione dei Magredi è di tipo steppico, caratterizzata da una prateria secca similare alla brughiera europea. Si possono distinguere tre fasce di vegetazione: quella delle grave (le pietraie), caratterizzata da licheni, arbusti nani, muschi ed erbe a chiazze; il magredo primitivo, con prati stepposi più estesi, l’erica, i fiordalisi e le splendide orchidee selvatiche; e il magredo evoluto, dove la presenza dell’erba si fa più costante.
Il territorio brullo è inaspettatamente popolato da uccelli - tra cui anche alcune specie predatorie, come gheppi e poiane - rettili e piccoli mammiferi, tipici di questo habitat, come lepri, volpi, tassi e caprioli.
La Direttiva Habitat, al centro della politica comunitaria europea in materia di conservazione della biodiversità, ha accolto i “Magredi del Cellina” tra i “Siti di Importanza Comunitaria” (S.I.C.) riconosciuti dall’Unione Europea. 
Il territorio si presta perfettamente al cicloturismo per la semplicità della percorrenza, pianeggiante, abbinata alla possibilità di apprezzare lo splendido panorama che permette allo sguardo di estendersi per molti chilometri fino a scorgere le vette dei monti in lontananza. Magnifici sono gli stacchi di colore tra le distese sassose, abbracciate dalle macchie verdi e rossastre della vegetazione ad arbusto.
Per scoprire da vicino la bellezza dei Magredi il nostro consiglio è di perlustrare con una bella passeggiata - o in bicicletta - la zona che circonda il centro urbano di Cordenons, comune delimitato dal torrente Cellina, ad est, e dal fiume Meduna, a sud.
Dalla zona dei Magredi è possibile proseguire fino alla spettacolare zona confinante, quella delle risorgive del Vinchiaruzzo. In quest’area, caratterizzata da un terreno meno permeabile, le acque filtrate nei Magredi sgorgano a tratti in superficie, sfiorando il suolo nelle olle per poi esplodere in fontanai a  pressione. La vegetazione si arricchisce di zone boschive a salici, pioppi e frassini.