comune di Sacile

Eleganti architetture veneziane che si specchiano nelle acque chiare e trasparenti del fiume Livenza e un centro storico incantevole: questa è Sacile, il “Giardino della Serenissima”.

Sacile vanta origini molto antiche risalenti all’Alto Medioevo, quando il guado sul vicino fiume Livenza divenne strategicamente importante dal punto di vista economico, trovandosi sulla strada che collegava Pavia (capitale del regno longobardo) a Cividale.

Storia di Sacile

Il primo riferimento all'area si trova nella famosa Historia Langobardorum di Paolo Diacono, che racconta gli scontri di cui è teatro proprio il ponte sul Livenza nel corso del VII secolo, ma di Sacile riferiscono di una chiesa, dedicata a San Nicolò e fatta erigere dal Duca del Friuli Enrico nel 796, attorno alla quale si sviluppa il primo centro abitato. È un'epoca turbolenta, questa, e per proteggersi dalle scorrerie degli Ungari, il borgo si fortifica, divenendo un luogo sicuro per il commercio e la riscossione di dazi. La posizione strategica, la possibilità di difendersi e la disponibilità d'acqua (indispensabile per alcune lavorazioni) segneranno definitivamente il suo destino di centro ideale per il commercio e l'industria.

Attorno al volgere di secolo, Sacile vive un periodo tormentato che termina solo nel 1190, quando il patriarca Goffredo concede le libertà comunali: la città si dà una propria autonomia amministrativa e stende i propri statuti, distinguendosi così come centro aperto e dinamico.

All'inizio del '400, la Serenissima inizia la propria espansione in Terraferma. Già nel 1411, Sacile firma con il Senato Veneto un patto di reciproca assistenza e difesa. Venezia, in quel periodo, è in guerra contro l'Imperatore Sigismondo e Sacile la appoggia. Dopo un breve intermezzo, durante il quale l'Imperatore sembra avere la meglio, Venezia torna all'attacco e riconquista la città nel 1419. Non si dimenticherà mai del sostegno ricevuto e i buoni rapporti fra città friulana e la Serenissima dureranno fino all’arrivo di Napoleone e alla conseguente fine della Repubblica, avvenuta nel 1797.

Scorrono così lunghi secoli tranquilli, durante i quali la città prospera. Dopo una breve dominazione austriaca iniziata nel 1798, nel 1805 tornano i francesi. Nel 1815, con la definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo, tutti i territori italiani rientrano in possesso dell’Austria, Sacile compresa. Con il nuovo dominio, arriva anche una nuova struttura amministrativa e, nel 1855, anche la ferrovia (con la linea che collega Venezia a Udine). Nel 1866, infine, l'Italia.

Sacile torna a essere strategicamente importante per la sua posizione e la sua vivacità agricola, commerciale e industriale, sostenuta e promossa da un ceto borghese intraprendente. Nel 1914 scoppia la Grande Guerra e quando, l'anno dopo, anche l'Italia entra nel conflitto, Sacile ha già consolidato il suo ruolo di distretto militare, fondato nel 1907. Suo malgrado, la città rivestirà un ruolo primario anche durante la Seconda guerra mondiale, pagando un prezzo elevato in termini di distruzione e perdite di vite umane.
Il dopoguerra vede una grande espansione economica e il prosperare dei settori economici sacilesi tradizionali (agricoltura, manifattura, commercio). Nel 1976, viene anch'essa colpita dal terribile terremoto che devasta il Friuli (ne aveva subiti altri due, nel 1873 e nel 1936), ma ancora una volta si rialza, pronta ad andare incontro alla modernità.

Onorificenze:
Sacile è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, è stata infatti insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

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centro storico
Ben prima dell'anno Mille, Sacile comincia a dotarsi di fortificazioni in grado di reggere l'urto e l'attacco delle popolazioni barbare che attraversano la pianura friulana.

In origine, i torrioni eretti in difesa della città erano cinque: oggi, ne possiamo ammirare tre, il più antico dei quali si trova dietro il Duomo e risale al dodicesimo secolo.

Gli altri, più recenti, sono quelli di San Rocco e del Foro Boario, costruiti sotto il doge Mocenigo. Facevano parte di un grosso sistema difensivo ed erano collegati tra loro da cunicoli sotterranei. Nell’imponente torrione di San Rocco è presente il Leone alato di San Marco, testimone del durevole e saldo legame che ha legato la città alla Serenissima, mentre in Foro Boario sono ben visibili le mura difensive della città.
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Nasce così la piazza, su cui viene costruita una serie di palazzi-fondaco dai caratteristici portici.

Nasce così la piazza, su cui viene costruita una serie di palazzi-fondaco dai caratteristici portici. Gli edifici sono distribuiti su tre piani: a livello della strada, trovano spazio le attività commerciali, il primo piano funge da abitazione e l'ultimo è adibito a deposito o granaio. Ai palazzi, si accede dalla piazza oppure, grazie all'imbarcadero, dal retrostante fiume Livenza.

Nel '700, il centro ha ormai quasi unicamente una funzione residenziale, per cui i palazzi vengono ristrutturati, si abbelliscono e impreziosiscono di opere d'arte e affreschi visibili ancor oggi.
Oggi, piazza del Popolo, grazie alla nuova pavimentazione, si presenta ancor più signorile, elegante e rilassata, come solo una piazza del "Giardino della Serenissima" può essere.

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Luogo di ritrovo della comunità, sede delle adunanze del Consiglio cittadino, archivio storico, teatro e, infine, sede del municipio:

questo palazzo, che è sicuramente uno degli edifici più caratteristici del centro storico di Sacile, ha avuto molte vite. Situato nella centrale Piazza del Popolo, viene eretto nel 1483 su una precedente loggia dei primi decenni del Trecento e accompagna da allora i momenti salienti della vita comunitaria.

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Sacile

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33077 Sacile

0434 787111
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