comune di Spilimbergo

Città di origine medievale, esprime la propria grandezza nelle molte architetture di ampio interesse del centro cittadino quali il Castello e il Duomo racchiusi nella prima cinta muraria. È conosciuta anche come capitale dell’arte musiva: è “città del mosaico” grazie all’attività di una scuola unica al mondo nel suo genere. A luglio ospita “Folkestil più grande festival folk del sud Europa. A metà agosto il tempo si ferma al ‘400 in occasione della Rievocazione della Macia.

 

Storia di Spilimbergo

Spilimbergo prende nome dai conti carinziani Spengenberg, che qui si installarono intorno all'XI secolo. Il primo documento che riporta il nome del castrum de Spengenberg è del 1120, ma la storia del sito è ben più antica, ubicato come era in prossimità dellastrada romana che, attraverso il Tagliamento, congiungeva Sacile a Gemona e perciò alla Germania. La presenza inoltre del castelliere di Gradisca sul Cosa ci attesta una millenaria continuità abitativa

La storia del borgo si confonde con quella dei Signori che erano tra i più ragguardevoli della regione e ministeriales del Patriarca di Aquileia. Contro il Castello, che vollero munitissimo e magnifico, si abbatterono gli sforzi di numerosi avversari, in particolare di Ezzelino da Romano e di Rizzardo da Camino.

La città, nel medioevo, fu un importante centro di transito e di commerci, prospera e florida tanto che, per contenere una popolazione sempre più crescente, ivi comprese moltissime famiglie di lombardi, di fuoriusciti toscani e di ebrei, dovette dotarsi, in rapida successione, di ben tre cinte murate.

Il 4 ottobre 1284 Walterpertoldo II, signore del luogo, pose la prima pietra del duomo che oggi è il più insigne monumento romanico-gotico del Friuli-Venezia Giulia. In quegli anni venne anche costruito il Palazzo del daziario, la Casa del Capitano e la Loggia o Pergola, sede di rappresentanza dei giusdicenti, poi granaio, prigione, teatro e, ai giorni nostri, residenza municipale.

Nel 1420 la città, come peraltro tutta la Patria del Friuli, passò sotto il dominio della Serenissima e ne seguì le sorti con alterne fortune. Il luogo divenne teatro di guerre e di sanguinose lotte civili, ma XV e XVI secolo furono anche quelli del suo massimo splendore e vi operarono diversi artisti di valore.

Col trattato di Campoformido del 1797 Spilimbergo passò all'Austria e in quegli anni tumultuosi anche qui si manifestarono fermenti liberali di notevole interesse. Nel 1866 la Regione venne annessa al Regno d'Italia.

Nel 1922, venne fondata la Scuola di mosaico.

Approfondisci sul sito del Comune di Spilimbergo

Leggi tutto »
centro storico

La Piazza Duomo era il centro delle attività amministrative ed economiche.
Qui tenevano banco i mercanti che arrivavano dalle città vicine risalendo il guado del Tagliamento.

In questa bella piazza si svolgevano le trattative, si eseguivano i controlli sulle merci e si pagavano le gabelle. Restano a testimoniarlo: il duecentesco Palazzetto del Daziario, sede dei magistrati (qui si riscuotevano i dazi ed ogni altra gabella imposta dai Signori) e il Palazzo della Loggia (XIV secolo), sul lato settentrionale, già sede municipale.

Approfondisci

Leggi tutto »
La storia del Castello si confonde con quella dei Signori di Spilimbergo, gli Spengenberg, famiglia di nobili di origine carinziana, fedeli all’Impero, tra le più influenti della Regione.

Il Castello sostenne numerosi assedi nel corso delle guerre medievali tra i signori veneti e friulani, resistendo ai ripetuti assalti dei da Camino. Non è possibile ricostruire come il Castello apparisse all’epoca, poiché venne distrutto, demolito, ricostruito e ampliato più volte.
Ciò che oggi è visibile non risale dunque a un edificio originario, ma ad una serie di modifiche che si sono venute a sommare durante i secoli.
Già danneggiato da un terremoto, il Castello nel 1511 fu incendiato nel corso di una rivolta popolare; l’ala sud non fu più ricostruita, si salvò solo il cosiddetto Palazzo Dipinto. Fu ancora modificato nel 1566; nel 1865 fu demolita la torricella sul ponte e ampliato l’ingresso; furono inoltre effettuati altri cambiamenti (scomparsa del ponte levatoio, delle torri, delle merlature, di terrazze e giardini) che portarono all’attuale configurazione.
Circondato per metà da un profondo fossato e per l'altra parte a picco su di una scarpata del Tagliamento, il Castello si presenta oggi come un agglomerato di residenze signorili, disposte ad anello attorno all’ampia corte centrale: Palazzo Tadea (del 1566), già sede Municipale, presenta un bel salone con stucchi cinquecenteschi; Palazzo Ciriani (ora Furlan), che conserva all’interno un fregio con stucchi di Giovanni da Udine del 1542 circa e resti di affreschi del XVI secolo; Palazzo Troilo (sempre del XVI secolo), utilizzato come carcere fino al 1968 e oggi sede dell'archivio comunale; infine, Palazzo Dipinto, vanto del complesso castellano, l’edificio più importante e di maggior effetto scenico, ricostruito alla fine del Trecento sulle rovine di un edificio preesistente. La graziosa e affascinante facciata reca affreschi che raffigurano cavalli e palafrenieri, Virtù teologali e Cardinali attribuiti ad Andrea Bellunello (XV secolo), oltre a 2 trifore, una in stile gotico e l’altra in stile rinascimentale (1582); ad abbellirla ulteriormente, non mancano elementi in pietra realizzati dal Pilacorte: 2 balconi triforati e un poggiolo.

Il complesso si chiude con la grande ala occidentale, costituita da un complesso di edifici del XVI e XVII secolo, di proprietà privata, che chiudono l’anello, permettendo di giungere nuovamente alla torre d’ingresso.

Approfondisci su sito del Comune di Spilimbergo

Leggi tutto »
I primi documenti che attestano l'esistenza dei Palazzo di Sopra risalgono agli inizi del 1300, quando a Fulcherio venne assegnata l'area di Valbruna, in seguito a una divisione patrimoniale, con il compito di costruivi un "castrum" e un fossato. Nel maggio dei 1499 un concordato permette a Paolo (figlio di Odorico di Spilimbergo) e ai nipoti, di ampliare e migliorare l'edificio esistente.

Sta di fatto che il Palazzo venne completamente ristrutturato: da edificio medievale, venne creata una villa cinquecentesca, che si rifaceva ai modelli dettati dal gusto veneziano.

La notorietà di questo Palazzo è legata al fatto che ospitò la sede dell'Accademia Parteniana tra il 1538 e il 1541, istituzione sostenuta da Adriano di Spilimbergo e diretta da Bernardino Partenio, benché di breve durata.

Dopo successivi passaggi di proprietà e diverse funzioni svolte dal palazzo (residenza signorile, stabilimento bacologico e ricovero per l'esercito), lo stesso è stato acquistato dal Comune di Spilimbergo che, in seguito a un articolato restauro, lo ha adibito a propria sede nel 2002.

La facciata del palazzo, in seguito alla rimozione dell'intonaco che aveva coperto gli affreschi sottostanti fin dal Settecento, conserva l'originaria decorazione, che si rifà a temi mitologici, storici e floreali, conferendo all'edificio una maestosità ed eleganza.

 

Approfondisci su sito del Comune di Spilimbergo

Leggi tutto »

Borgo di antiche origini, ebbe grande splendore nel Medioevo e nel Rinascimento.


Borgo di antiche origini, ebbe grande splendore nel Medioevo e nel Rinascimento.

Come conseguenza dell’impetuoso sviluppo commerciale, nel ‘300 il piccolo nucleo abitato, sorto attorno al Castello, crebbe a dismisura, tanto che furono erette tre successive cinte murarie.

La Torre Orientale, eretta nel 1304, faceva parte della prima cerchia.
Tra i palazzi si può ammirare la Casa Dipinta, affrescata nel XVI secolo con scene della vita di Ercole.

Superata la Torre, si aprono il Borgo di Mezzo e il Borgo Nuovo, tagliati a metà dal Corso Roma, asse portante della città storica.

Lungo questa via le famiglie arricchite edificarono tra il ‘500 e il ‘700 i loro palazzi con i bei portici (un tempo su entrambi i lati del Corso), in particolare il Palazzo Monaco (del XVI secolo), dalla facciata affrescata, con le aperture gotiche, che si congiunge ai resti di Palazzo Cisternini, di cui rimangono solo le colonne con i fregi e le decorazioni (fu bruciato nell’anno 1799).

Di fronte ai resti di Palazzo Cisternini si trova il settecentesco Palazzo Marsoni-Asquini. Fra questi due palazzi passava la seconda cinta muraria.

Da qui possiamo ammirare Corso Roma, una scenografia di palazzi, case, caratteristici vicoli che si dipartono a pettine a nord e verso sud, portici e colonne in fuga, fino alla Torre Occidentale, costruita nel 1339, che faceva parte della terza cerchia di mura.

 

Fonte: sito del Comune di Spilimbergo

Leggi tutto »
Manifestazioni principali
Folkest
Ogni estate da quasi 40 anni, torna puntuale Folkest , il maggior festival di musica folk del sud Europa . Un calendari ricchissimo di...
approfondisci
Spilimbergo fotografia
Spilimbergo ha un rapporto storico con la fotografia. Negli anni Cinquanta, vi si sviluppò il Gruppo friulano per una Nuova Fotografia (GFNF),...
approfondisci
Rievocazione storica della Macia
A cavallo del Ferragosto, a Spilimbergo si celebra la storia con la Rievocazione Storica della Macia, la tradizionale manifestazione che prende il...
approfondisci
Da non perdere
L’edificio, iniziato nel 1284, è il più bel monumento della città; fu...
L'edificazione di questa chiesa iniziò nel 1326, in seguito alla donazione...
Spilimbergo è comunemente conosciuta come la " Città del Mosaico " in quanto...

informazioni

Spilimbergo

33097 Spilimbergo

come arrivare
Calcola percorso da calcola
Sito ufficiale del turismo e degli eventi in provincia di Pordenone
Attendere!
Stiamo recuperando i tuoi preferiti ...