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I giardini del Livenza


Se amate la Natura e siete sportivi, questo è l'itinerario sulle due ruote che fa per voi. Itinerario pianeggiante, verde e dolce come il fiume lungo il quale si snoda, di immediato godimento: perché l'immagine di un fiume come questo soddisfa una lunga sete di pace e di distensione. Poche volte lo si vede, acquattato pigramente tra i salici, al di là di un filare di viti: di solito lo si indovina solamente. Per un verde più intenso, una bianca villa, un volo di gabbiani tagliato netto sul gelo azzurro dell'inverno, un parco lungo una riva. Sono le terre dell'acqua: del Livenza, del Meduna, del Fiume e del Sile; terre fertili, le migliori della provincia.

Il percorso è lungo 90 km e tocca le località di Polcenigo, Sacile, San Giovanni di Livenza, Brugnera, Prata, Cecchini, Pasiano, Portobuffolé, Ghirano, Azzanello, Frattina, Pravisdòmini e Panigai.

Chi, invece, si vuole gustare l'itinerario con più calma (e meno fatica), può scegliere di percorrerne a piedi tratti più brevi.

L'itinerario fa perno su Sacile, vera città d'arte, non tanto per il patrimonio figurativo (che non è certo secondario: basta entrare nel duomo del Quattrocento, vedere le pale di A. Vicentino, F. da Bassano, Palma il Giovane, P. Liberi, M. Schiavoni e i moderni affreschi absidali di P. Casarini), quanto per i palazzi, i portici, i ponti, quell'aria 'veneziana' o più genericamente 'veneta'.

Prendendo la strada verso nord, per Ronche-Fiaschetti verso Polcenigo, si costeggia nella parte finale del tragitto il Palù del Livenza: qui si distendono alcuni dei luoghi d'acqua più belli da vedere, una serie di sorgenti che la montagna partorisce e il fiume raccoglie.
Anche Polcenigo, attraversata dal Gorgazzo, è figlia d'acqua: cattura con la bellezza delle sue dimore, le opere d'arte delle sue chiese, l'umido verde che la pervade. Sono da vedere i suoi antichi palazzi; la Parrocchiale di S. Giacomo, sulla salita al castello, con annesso cenobio francescano attestato già nel 1262 e numerose opere d'arte; la solitaria seicentesca chiesa di S. Rocco, il santuario della Ss. Trinità nella frazione di Coltura; oltre, naturalmente, alle sorgenti del Livenza e del Gorgazzo e al Parco di S. Floriano. Ritornati a Sacile si prende per San Giovanni di Livenza e Brugnera. Si può puntare su Villa Varda, per lasciarsi perdere lungo i suoi ombrosi viali, muovendo dalla villa cui si giunge in auto (parcheggio).
Poi, per San Cassiano e Settimo, si supera ancora il Livenza in provincia di Treviso per visitare il bel centro storico di Portobuffolé, e si rientra nel Pordenonese in direzione Ghirano-Tremeacque dove due ponti vicinissimi scavalcano la confluenza del Meduna nel Livenza, in una zona solitaria. Poche centinaia di metri dopo i ponti, si indovina il parco di Villa Luppis, fantasiosa trasformazione ottocentesca di un monastero camaldolese (unico in Friuli) già esistente nel 1232.

Per Rivarotta si giunge a Pasiano, il cui municipio è ospitato nella seicentesca villa Saccomani. Ma da Brugnera si può giungervi anche per Maron, Prata, meritevole di sosta per qualche bell'esemplare di villa (come villa Morosini, attuale municipio) e per le tante opere d'arte delle tre chiese: la Parrocchiale di S. Lucia (pale di G. Narvesa, 1630, e di J. Amigoni, 1740; statue di B. Modolo, 1748; soffitto ottocentesco di D. Fabris); la chiesa di S. Giovanni dei Cavalieri (sculture e affreschi dal Trecento al Cinquecento) e la chiesa dei Ss. Simone e Giuda (affreschi del Quattrocento).

Da Prata si prende la strada per Visinale-Cecchini-Pasiano, lungo la quale sorgono alcune ville interessanti tra cui Villa Gozzi e Villa Querini: nella prima trascorse parte della sua esistenza e compose alcune opere lo scrittore veneziano G. Gozzi, che con la sua "Gazzetta Veneta" (1760) può dirsi il pioniere del giornalismo italiano.

Visitata la Parrocchiale di Pasiano (per alcuni buoni altari marmorei e lignei, ma soprattutto per la pregevole tela di G.A. Guardi del 1760), si può completare l'itinerario con il giro per Azanello-Frattina-Pravisdomini-Panigai, che consente di scoprire altre ville di gusto veneto: villa Frattina nella località omonima, ville Girardi e Morocutti a Pravisdomini; ville Panigai e Ovio a Panigai.

Fonte: Provincia di Pordenone




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